Pliocene

In geologia, epoca superiore del Neogene (Era cenozoica), compresa tra 5 e 1,65 milioni di anni fa. In relazione a ulteriori studi magnetostratigrafici, biostratigrafici e cronostratigrafici, risulta avere un’età compresa tra 5,32 e 1,78 milioni di anni ed è suddiviso in tre piani denominati, dal più antico al più recente, Zancleano (P. inferiore), Piacenziano (P. medio) e Gelasiano (P. superiore). Il limite tra Zancleano e Piacenziano è posto intorno a 3,55 milioni di anni fa. Il Gelasiano, piano istituito nel 1994, copre l’intervallo temporale compreso tra circa 2,5 e 1,78 milioni di anni fa (età dell’attuale limite tra P. e Pleistocene, ubicato nella sezione di Vrica, in Calabria). Lo stratotipo del Gelasiano è stato proposto nella sezione di Monte San Nicola, presso Gela, nella Sicilia meridionale. Da un punto di vista paleogeografico, durante il P., nell’area mediterranea il bacino tirrenico continuò la fase di apertura (rifting tirrenico) già iniziata nel Miocene superiore, coeva con la migrazione verso E del sistema catena appenninica-avanfossa adriatica. Il rifting, migrando verso oriente, determinò inoltre la formazione di una serie di bacini del tipo semigraben, paralleli all’attuale margine costiero tirrenico, riempiti prevalentemente da sedimenti clastici di età plio-pleistocenica. Vaste aree lagunari si estendevano inoltre tra l’Ungheria e l’Asia occidentale, mentre nel continente americano si verificò la completa emersione delle aree attualmente corrispondenti all’America Centrale.

Per ciò che concerne la fauna e la flora, durante il P. esse subirono un’evoluzione verso i tipi attuali. In particolare è la fauna a presentare le variazioni più cospicue: quella marina, completamente rinnovata ma caratterizzata da associazioni più povere rispetto alle mioceniche, registra la comparsa nel Mediterraneo di ‘ospiti freddi’ (quali Arctica islandica, Globigerina pachiderma e Hyalinea baltica) in seguito all’abbassamento della temperatura delle acque superficiali; quella continentale, pur presentando ancora Mammiferi arcaici, si arricchisce di forme nuove, come Elefanti e Bovidi.

 

 

Fonte: Treccani